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	<title>Scuola Teologica Diocesana &#187; Redazione</title>
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	<description>Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla</description>
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		<title>Serata di presentazione dell&#8217;anno 2025-2026</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 12:59:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lunedì 29 settembre 2025, alle 19.30, la Scuola Teologica Diocesana "Don Pietro Lombardini" di Reggio Emilia presenta il nuovo anno agli iscritti e a tutti gli interessanti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 29 settembre 2025, alle 19.30, la Scuola Teologica Diocesana &#8220;Don Pietro Lombardini&#8221; di Reggio Emilia presenta il nuovo anno agli iscritti e a tutti gli interessanti.  Nel corso della serata saranno consegnati i diplomi a quanti hanno completato il percorso nell&#8217;anno 2024-2025. Ingresso in Seminario da via Mameli.</p>
<p><a href="http://www3.reggioemilia.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/2025/08/Locandina-2025-2026.pdf">Scarica la locandina</a></p>
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		<title>Ma perché no?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 13:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Amare Dio con tutto sé stessi (intelligenza inclusa)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della Solennità della S.S. Trinità, un bollettino delle nostre comunità scriveva: “La Trinità è il mistero centrale della nostra fede, mistero che non riesco a comprendere, ma in cui credo perché l’ha rivelato Gesù e lo propone la Chiesa… La nostra risposta al mistero di Dio è amarlo, adorarlo. È davvero una cosa grande: vivere la vita di Dio, partecipare alle relazioni di amore della Trinità, non con l’intelligenza, lo studio, ma col cuore, la volontà di amare, il fuoco, la passione dell’amore”.<br />
Davanti a questo testo ci siamo chiesti cosa Gesù potesse pensare riguardo all’amare Dio senza comprenderlo e ci è venuto subito in mente di quando è stato interrogato dallo scriba ed ha affermato: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Dal canto suo lo scriba, non accontentandosi di credere senza comprendere in nome dell’autorità rivelante di Gesù, ha aggiunto un suo approfondimento della questione: “Hai detto bene maestro…amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza… vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. E questo gli è valso, non il rimprovero, ma l’elogio di Gesù: “Vedendo che egli gli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: non sei lontano dal Regno di Dio” (cfr. Mc 12,28-34).<br />
Pare quindi che per Gesù l’atto di fede sia una <em>risposta esistenziale che tocca tutte le dimensioni dell’uomo</em>, perché tutte sono da orientare verso Dio, intelligenza inclusa.<br />
Qualcuno però potrebbe obiettare che <em>Dio è e rimane un mistero</em>, il che è vero nel senso che l’uomo non può afferrare la grandezza di Dio con le sue forze, se Dio non si china su di lui. Ma poiché Dio si è rivelato pienamente in Cristo, la fede non è credere per vero delle cose che non si comprendono, ma è affidarsi a un Volto affidabile, di cui si fa esperienza con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutta la forza: è infatti lo stesso rivelarsi di Dio che illumina la mente dell’uomo e produce conoscenza di Lui.<br />
Del resto, se Dio deve essere amato e adorato ci si deve porre in relazione con Lui e <em>non può esistere relazione senza una conoscenza non superficiale</em>: infatti chi può sentirsi amato se si percepisce come sconosciuto all’altro? O come si può amare davvero se questo non implica anche un approfondimento della conoscenza dell’altro? Sant’Agostino, appassionato cercatore di Dio, così lo pregava: “Ti cercavo e desideravo vedere con l’intelligenza ciò che avevo creduto”. (<em>De Trinitate</em> XV,28,51)<br />
Per questo davanti all’esortazione del bollettino per cui si dovrebbe <em>vivere la vita di Dio col cuore ma non con l’intelligenza e con lo studio</em>, replichiamo ma <em>perché no</em>? Perché privarsi della possibilità di amare Dio con tutto noi stessi e perché privarsi del piacere di riflettere e studiare quelle mille sfaccettature del Suo volto che a Lui è piaciuto rivelare per amore? Infatti “l’amore è intelligente: ama conoscere per amare di più. L’intelligenza è come l’occhio del cuore. Non si può amare ciò che non si vede, come non si può non cercare di vedere chi si ama.” (S. Fausti, <em>Ricorda e racconta il Vangelo. La catechesi narrativa di Marco</em>, Milano, Ancora, 1998, 394).</p>
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